Vega Carburanti è lieta di annunciare un passo strategico di grande rilievo per la propria crescita che segna, senza dubbio, una svolta storica per l’azienda.
In data 11 agosto, a Roma, Vega Carburanti, insieme ad altri quattro operatori italiani, ha sottoscritto il preliminare per l’acquisizione di 1.200 punti vendita a marchio Esso, pari a circa il 6% della rete nazionale.
L’operazione è il risultato della sinergia tra cinque società italiane leader nel settore: Pad Multienergy S.p.A., della famiglia bresciana Zani Ondelli e della famiglia senigalliese Petrolini; Toil S.p.A., con sede a Napoli e guidata dalla famiglia Toti; Dilella Invest S.p.A., della famiglia barese Dilella; Giap S.r.l., con sede a Modica e di proprietà della famiglia Minardo e Vega Carburanti stessa.
Il ritorno del marchio Esso in mani italiane rappresenta un risultato strategico di grande rilevanza per l’intero comparto della distribuzione carburanti in Italia. L’amministratore delegato di Vega Carburanti, Agostino Apa, ed Enrico Zampedri, Pad Multienergy, a nome del consorzio, hanno dichiarato: “Questa operazione strategica riporta in mani italiane un asset di grande rilevanza e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita del nostro Gruppo. L’investimento si inserisce in una visione a lungo termine, volta a rafforzare la nostra presenza sul territorio e a promuovere innovazione, digitalizzazione e sostenibilità all’interno della rete.”
Un progetto ambizioso e una partnership strategica che, grazie ad una forte collaborazione, aprono nuove sfide stimolanti. L’operazione, infatti, permetterà di generare sinergie significative per lo sviluppo della rete, ampliando i servizi offerti e integrando soluzioni in linea con gli obiettivi della transizione energetica.
Vega Carburanti desidera rivolgere un sentito ringraziamento ai partner bancari e ai consulenti che hanno contribuito al successo dell’operazione. In particolare, ringraziamo: Mediobanca ed Equita Mid Cap Advisory e gli studi professionali: Pirola Pennuto Zei&Associati, Gianni & Origoni, Studio Zaglio e Ernst & Young.